Consulenza legale con intelligenza artificiale: come funziona Giurify
Giurify è una piattaforma di consulenza legale con intelligenza artificiale per le imprese: analizza e genera contratti e documenti partendo da fonti giuridiche ufficiali. Su richiesta dell’impresa interviene un avvocato esperto della materia. Il progetto parte con un round da due milioni e mezzo di euro.
Per chi comunica servizi professionali questo caso è uno spunto utile: fonti verificabili e responsabilità umana, i due pilastri che il progetto mette in evidenza, riguardano anche siti e contenuti.
Che cos’è Giurify: consulenza legale con intelligenza artificiale
Si tratta di un progetto legaltech, cioè un’iniziativa che applica la tecnologia ai servizi legali. Viene presentato come un dipartimento legale digitale per le imprese italiane e nasce a Venezia. L’intelligenza artificiale è addestrata su fonti giuridiche ufficiali, mentre una rete di avvocati interviene su richiesta del cliente.
Tra i fondatori figurano il polo di ricerca sull’intelligenza artificiale P49 e Federico Faggin, indicato come inventore del primo microprocessore. Prima del lancio la versione beta è stata provata per oltre otto mesi da imprese e professionisti. Secondo i dati comunicati, le imprese iscritte sono oltre seicento e le assunzioni annunciate quaranta, in parte già effettuate.
Come funziona Giurify in tre passaggi
La consulenza legale con IA di Giurify si articola in tre passaggi. Nel primo l’impresa carica un documento oppure descrive il caso. Nel secondo l’intelligenza artificiale lo analizza, confrontandolo con la normativa applicabile e con gli orientamenti della giurisprudenza, cioè le decisioni dei giudici che aiutano a interpretare le norme nei singoli casi.
Il terzo passaggio è facoltativo: se l’impresa lo richiede, entra in gioco un avvocato esperto della materia, con mandato diretto tra professionista e cliente. Secondo Federico Faggin la tecnologia accelera il lavoro, mentre il professionista verifica e valida, e la decisione e la responsabilità restano umane. La scelta di coinvolgere il legale resta all’impresa.
Consulenza legale con intelligenza artificiale: fonti e allucinazioni
Le allucinazioni sono risposte inventate o errate che i modelli di intelligenza artificiale generativa possono produrre, un rischio noto nel lavoro giuridico. Per ridurlo, il progetto dichiara di attingere a circa tre milioni e mezzo di fonti ufficiali. Le descrive come sostanzialmente tutte le leggi, le sentenze, la prassi e le circolari italiane.
Secondo quanto indicato, queste fonti sono costantemente aggiornate, citabili e verificabili. Il significato è lineare: chi legge dovrebbe poter risalire al testo ufficiale da cui deriva ciascuna indicazione. Una precisazione utile: la citabilità di una fonte non equivale alla correttezza di ogni risposta, per cui la verifica da parte di una persona resta sempre necessaria.
Imprese e avvocati: cosa dicono i dati
Il Rapporto Imprese e Avvocati 2025, promosso dall’Organismo Congressuale Forense e realizzato da Format Research su oltre millequattrocento imprese, offre il quadro di partenza. Nel 2025 il settantasei virgola sette per cento delle imprese intervistate si è rivolto a un legale, contro il settantacinque virgola sei per cento dell’anno precedente.
Il quarantuno virgola sei per cento considera il proprio avvocato un punto di riferimento costante, contro il trentasette virgola cinque per cento del 2024. Il rapporto ha coinvolto anche oltre millecento legali. Secondo quanto comunicato, il progetto punta a rispondere, con una consulenza legale basata sull’intelligenza artificiale, a un’esigenza delle imprese che emerge da dati come questi.
Cosa cambia per chi comunica un servizio professionale
Nei servizi professionali, compresa la consulenza legale con IA, la fiducia si costruisce anche con due elementi che il cliente può vedere: fonti controllabili e una persona che si assume la responsabilità. Uno studio, un consulente o un’impresa di servizi può mostrarli online, con pagine che indicano chi scrive, su quali basi e con quali competenze.
È un lavoro di comunicazione prima che di tecnologia. Il primo passo è chiarire chi è l’azienda, che cosa offre e a chi si rivolge. Leodari Creative, agenzia di comunicazione a Vicenza, cura siti internet, contenuti SEO e copywriting per le aziende, dove testi chiari e verificabili aiutano a farsi trovare e a spiegare ciò che si offre.
Domande frequenti
Che cos’è Giurify e a chi serve?
Giurify è una piattaforma legale basata sull’IA, pensata per le imprese italiane. Analizza e genera contratti e documenti e, su richiesta, coinvolge un avvocato esperto della materia.
La consulenza legale con intelligenza artificiale sostituisce l’avvocato?
Secondo il progetto no: nella consulenza legale con IA l’intelligenza artificiale analizza e prepara i documenti, mentre l’avvocato interviene su richiesta. Per Federico Faggin il professionista verifica e valida e la responsabilità resta umana.
Da quali fonti attinge la piattaforma?
La piattaforma dichiara di attingere a circa tre milioni e mezzo di fonti ufficiali, descritte come sostanzialmente tutte le leggi, sentenze, prassi e circolari italiane, aggiornate costantemente, citabili e verificabili.
Conclusione
Il caso Giurify descrive un modo di intendere la consulenza legale con intelligenza artificiale: strumenti digitali che accelerano l’analisi e professionisti che mantengono la responsabilità finale. Per chi comunica servizi professionali, fonti verificabili e persone riconoscibili possono rafforzare la fiducia di chi sceglie un professionista.
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Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale.
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